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Sociali

Gitani a S.Maries de La Mer

Profughi dalla Libia

Ex fabbriche

A Saintes Maries de La Mer le bianche case, i viottoli ordinati, le lunghe spiagge diventano all’improvviso un roboante villaggio globale dove etnie diverse si fondono, mescolandosi agli abitanti e ai turisti.Sono rom, manouche, sinti, gitani. Sono Gens du voyage, arrivati qui per il pellegrinaggio in onore di Sara, la serva nera di Maria. Divenuta poi capo della tribù degli zingari, accolse Marià Giacobè e Maria Salomè, parenti strette della Santa Vergine, cacciate dalla Giudea e giunte in Camargue dal mare.Arrivano da tutto il mondo, trovano sistemazione per le strade, nelle piazze, in riva al mare. Ritrovano amici e parenti lontani.A volte perseguitato, spesso cacciato, sempre mal tollerato, questo colorato popolo itinerante senza re e senza leggi trova per qualche giorno una terra condivisa, un luogo accogliente dove la fede in Sara prende forma in struggenti e commoventi liturgie.

La recente guerra civile libica, come tutte le guerre, ha prodotto ferite che solo anni di pace durtatura e civile convivenza riusci-ranno a rimargina-re. La più evidente di queste ferite sono le persone che a migliaia sono costrette a lasciare il loro lavoro e i loro beni nel paese che avevano visto invece come pos-sibilità di sviluppo, trasformandosi in profughi fuggiaschi senza più niente che non loro stessi.

Un racconto foto-grafico dell'esperien-za teatrale realiz-zata con i ragazzi detenuti all'interno del carcere minorile di Bologna. Le im-magini sono state scattate durante le rpove dello spet-tacolo. Dal repor-tage è stato poi ricavato un volume fotografico

Alla luce delle prove

I volti delle città cambiano nel tempo, le nuove costruzioni ne stravolgono i profili e il tessuto sociale. Uno dei cambia-menti più forti e socialmente di-rompenti è la nasci-ta e soprattutto la chiusura e trasfor-mazione delle fabbriche. A Bolo-gna sono molte le fabbriche che han-no chiuso dal dopo-guerra a oggi. Le immagini propon-gono una visione particolare delle costruzioni che si sono sostituite alle grandi e piccole fabbriche in città.

Il Mali ha prodotto alcuni tra i più gran-di fotografi africani, come Malik Sidibè o Seidou Keita. Le loro opere sono apprezzate in tutto il mondo. Non è quindi un caso che la fotografia malia-na, espressa anche dai famosi Rencontres de Bamako, sia una forte espressione culturale di questo paese. In questo reportage sono sta-ti fotografati circa 50 fotografi nel loro studio per mostrare come la fotografia in Mali sia diffusa e impor-tante

Studio Photo -Fotografia in Mali

Maramures - Pasqua ortodossa





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